Anche se ormai le moderne macchine fotografiche riescono a catturare fotogrammi in ogni condizione di luminosità, può capitare di trovarvi di fronte ad una scena ad elevato contrasto dinamico, così elevato, che nemmeno i sensori e i software interni riescono a impressionare nella loro totalità. Come ovviare a questo problema? Sicuramente avrete sentito parlare almeno una volta di “fotografia HDR“, dove per HDR, si intende High Dynamic Range (ampia gamma dinamica). Cosa cambia rispetto alle normali fotografie? Semplice, la fotografia HDR è il risultato di una combinazione di 3 o più immagini riprese con diversa esposizione, unite in un’unica foto, così da ampliare il range di illuminazione globale che, altrimenti, il sensore con un singolo scatto non sarebbe in grado di riprodurre.

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1) Manuale o priorità di diaframma

Per la fotografia HDR è molto importante che impostiate la vostra reflex in modalità manuale o in priorità di diaframma; questa operazione vi garantirà di avere sempre la stessa profondità di campo, punto da non sottovalutare assolutamente, in quanto nella fase successiva, quella di elaborazione e unione dei file, se doveste trovarvi con 3 o più immagini con differenti profondità il risultato non sarebbe ottimale.

2) Treppiede e telecomando/scatto ritardato

Utilizzate un buon treppiede, robusto e stabile, così da evitare o quantomeno ridurre al minimo le vibrazioni che, altrimenti, vanificherebbero i risultati finali della vostra fotografia HDR; il telecomando vi tornerà utile per evitare ulteriormente di toccare la fotocamera, evitando di trasmettere vibrazioni durante lo scatto (utilizzare lo scatto ritardato può essere una valida alternativa).

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3) Disattivate le funzioni automatiche

Disattivate tutte quelle funzioni che possono precludere la riuscita delle foto. Quali? Ad esempio il D-lighting, che come funzione principale ha proprio quella di preservare le alte luci e schiarire le ombre tramite il software interno della fotocamera oppure disattivate gli ISO automatici che possono alzarsi troppo e provocare rumore digitale, che può peggiorare nella fase successiva, poiché aumenta a dismisura, quando elaborate la vostra fotografia HDR.

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4) Impostate la funzione auto-braketing

Al giorno d’oggi, le principali reflex, utilizzano software interni in grado di elaborare gli scatti secondo il vostro volere. Che vuol dire? Controllate sul vostro libretto di istruzioni o nel menù della vostra fotocamera se è presente questa funzione, vi farà risparmiare tempo e inoltre vi eviterà di toccare troppo la fotocamera durante i 3 o più scatti. L’auto-braketing, una volta impostata la corretta esposizione, aumenterà e diminuirà di tot stop a seconda di come lo impostate, scattando 3 o più fotogrammi senza che voi vi preoccupiate di regolare tempi, diaframmi e iso.

Canon

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Nikon

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5) Elementi o soggetti in movimento

La buona riuscita di una fotografia HDR dipende anche da cosa si vuole fotografare. Evitate tutte quelle situazioni in cui il soggetto o ciò che gli sta intorno (come ad esempio foglie, auto, persone e via dicendo) possono muoversi o spostarsi; infatti, il rischio a cui potreste andare incontro, è di ritrovarvi immagini che poi non combaciano tra di loro, provocando un’unica immagine con artefatti e parti sdoppiate.

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6) Tecnica

Per eseguire i 3 o più scatti dovete procedere in questo modo: seguendo il punto 1, impostate la reflex su manuale o priorità di diaframmi e come metodo di lettura esposimetrica, impostate il Matrix; successivamente regolate diaframmi (cercate di mantenervi su valori di ƒ/11, così da garantire una buona profondità di campo), tempi e ISO (mantenete valori bassi per evitare troppo rumore poi in fase di elaborazione) in modo tale da raggiungere un’esposizione ottimale. Bene, adesso non vi resta che scattare una foto con questa esposizione e abbassando solamente i tempi di uno stop (anche due se necessario), otterrete una seconda immagine sottoesposta; per la terza immagine vi basterà tornare all’esposizione originaria e, stavolta, alzare i tempi di uno stop. Ovviamente quanti scatti andrete a fare per la vostra fotografia HDR, sarete voi a deciderlo, solitamente 3 (vedi foto sopra) o 5 scatti (2 sottoesposti, 1 corretto, 2 sovraesposti) sono più che sufficienti, ma questo lo capirete con il tempo e in base alle condizioni di differenza di luminosità che sono presenti sulla scena nel momento che state scattando.

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7) Software di elaborazione

Esistono in rete una miriade di software che vi faranno risparmiare tempo prezioso nel fotoritocco. Escludendo Photoshop, che nelle ultimi versioni ha integrato un plugin non perfettamente funzionante (dopo vari test ci siamo accorti che genera immagini troppo artefatte), ci sentiamo di consigliarvi “Photomatix Pro” (qui trovate il link del software), un programma semplice ed intuitivo che vi guiderà passo passo nella realizzazione di splendide fotografie HDR.

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È importante sottolineare che la fotografia HDR va dosata e bilanciata in un certo modo, infatti è molto facile cadere in eccessi che possono non essere ben visti o graditi ad un vasto pubblico; la creatività che questo genere di fotografia può stimolare è infinita, ma bisogna sempre stare allerta, perché si può incappare in foto irreali e finte, rischiando di corrompere il file con artefatti, macchie e rumore digitale.

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