La sensibilità ISO è il terzo parametro ad influenzare il triangolo dell’esposizione e consiste nella sensibilità del sensore della nostra fotocamera alla luce presente sulla scena.

ISO è in realtà l’acronimo di International Organization of Standard, ovvero l’organismo internazionale che determina gli standard da utilizzare per prodotti professionali e di consumo, ma anche procedure o applicazioni.

In fotografia per standard ISO si intende, nello specifico, la serie di numeri che definiscono la sensibilità delle pellicole e dei sensori digitali.

Gli ISO nella fotografia su pellicola

Le pellicole fotografiche sono dotate di una loro sensibilità alla luce che viene spesso definita come velocità della pellicola o anche rapidità.

A parità di condizioni di scatto, pellicole a bassa sensibilità richiedono un tempo di esposizione maggiore rispetto a pellicole ad alta sensibilità.

Le prime vengono perciò definite pellicole lente mentre le seconde pellicole veloci.

La velocità di una pellicola si esprime in valori ISO e/o ASA. Più il valore ISO/ASA è alto, tanto più la nostra pellicola sarà sensibile alla luce. I valori di sensibilità ISO e ASA sono in realtà identici ovvero 100 ISO corrispondono a 100 ASA.

L’acronimo ASA deriva da American Standards Association ma non è più utilizzato al contrario di ISO che invece è largamente impiegato per indicare la sensibilità di pellicole e sensori fotografici digitali.

In parte, la sensibilità di una pellicola fotografica è legata alla “grana” della pellicola stessa, cioè la dimensione dei grani di alogenuro d’argento che compongono l’emulsione fotografica.

Pellicole con bassi valori di ISO hanno una grana più fine rispetto a pellicole dotate di una maggiore sensibilità alla luce.

Se la luminosità è sufficiente, scattare con una pellicola a 100 ISO ci permetterà di ottenere un’immagine con una grana meno visibile e in generale una foto finale più pulita.

Al contrario, al diminuire della luminosità ambientale, può essere necessario ricorrere a pellicole con valori ISO più elevati per poter scattare con tempi sufficientemente veloci da evitare fotografie mosse.

In questo caso però bisognerà accettare una grana più evidente nelle nostre immagini finali.

Gli ISO nella fotografia digitale

Il concetto di sensibilità ISO è stato mantenuto anche nella fotografia digitale anche se in questo caso è riferita alla sensibilità del sensore e non della pellicola.

I sensori hanno una sensibilità nativa, di solito intorno a 100 o a 200 ISO che può essere aumentata a piacimento dal fotografo sulla base delle proprie necessità.

La possibilità di poter variare la sensibilità del sensore tra uno scatto e quello successivo è uno dei maggiori vantaggi della fotografia digitale su quella analogica in cui, per cambiare la sensibilità della pellicola, è necessario letteralmente sostituirla con una più veloce.

Questa possibilità è offerta dal fatto che nei sensori digitali è possibile variare facilmente il “guadagno elettronico” (dall’inglese gain) ovvero la potenza del segnale in uscita dal sensore in relazione al segnale in entrata (ovvero la luce).

Dobbiamo però avere chiara in mente una differenza fondamentale quando si parla di ISO rispetto al tempo di scatto e al diaframma.

Agendo sull’apertura del diaframma e sul tempo di scatto possiamo effettivamente variare la quantità di luce che colpisce il sensore, al contrario variando il valore ISO cambieremo esclusivamente la sensibilità del sensore alla luce che lo raggiunge.

Quando decidiamo di incrementare la sensibilità ISO del nostro sensore dovremo pagarne quindi il prezzo ovvero l’aumento del rumore digitale.

Il rumore digitale è legato a delle variazioni casuali di luminosità e di colore all’interno delle nostre immagini che si verifica principalmente quando non c’è abbastanza luce per imprimere informazioni dettagliate sul sensore della nostra fotocamera.

In questi casi il sensore introduce delle informazioni casuali (Fig. 1) che risulteranno appunto come rumore nell’immagine finale.

Scattando ad alti ISO, l’amplificazione del segnale elettrico nel nostro sensore che porta anche ad un’amplificazione del segnale presente nelle nostre immagini.

Questo significa che, scattando a bassi valori ISO le immagini risulteranno essere in genere più pulite e con una minore quantità di rumore digitale visibile.

L’aumento della sensibilità ISO del nostro sensore risulta necessaria qualora la luminosità ambientale sia bassa e dobbiamo scattare a mano libera.

Potremmo pensare di aumentare i tempi di scatto o l’apertura del diaframma ma talvolta questo non è sufficiente ad avere dei tempi di scatto sufficientemente rapidi da evitare foto mosse.

L’aumento di sensibilità del nostro sensore ci permetterà di mantenere i tempi di scatto entro valori accettabili al prezzo però di una maggiore quantità di rumore introdotta nelle nostre immagini.

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Fig. 1 A sinistra è mostrata un’immagine con molto rumore digitale che appare come una grana i cui colori sono casuali rispetto agli elementi della foto. A destra, la stessa foto con applicata una procedura per ridurre il rumore digitale.

Un altro vantaggio dei sensori digitali è rappresentato dal fatto che questi possono raggiungere delle sensibilità alla luce che sono impensabili nel mondo analogico. Inoltre, l’avanzamento tecnologico comporta un miglioramento costante dei sensori sotto due punti di vista:

  • la capacità di raggiungere sensibilità ISO sempre più alte (una buona fotocamera digitale moderna può arrivare a 51.200 ISO e oltre
  • la capacità di produrre file “puliti” ovvero con poco rumore anche a sensibilità ISO alte. Qualche anno fa, ad esempio, le immagini catturate oltre i 3200 ISO erano troppo cariche di rumore per poter essere utilizzate. Questo limite si è spostato di anno in anno verso valori ISO sempre più alti e continuerà ad aumentare con le nuove generazioni di sensori

I valori ISO generalmente partono da ISO 100 e ogni valore successivo è il doppio di quello precedente ISO 100, 200, 400, 800, 1600 e così via (Fig. 2).

Ogni incremento corrisponde ad un aumento di 1 stop nella nostra esposizione. Se quindi dovessimo ridurre il tempo di scatto da 1/50 di secondo a 1/100 di secondo per avere maggiori garanzie di ottenere una foto nitida, possiamo bilanciare lo stop perso aumentando la sensibilità ISO da 100 a 200.

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Fig. 2 Rappresentazione schematica della scala dei valori ISO. Alcune macchine fotografiche digitali hanno valori ISO nativi inferiori a ISO 100. Ad esempio, nella Nikon D850 il valore ISO nativo è 64. Inoltre, mentre è possibile muoversi lungo le scale dei diaframmi e dei tempi ad intervalli anche minori di 1 stop, è possibile spostarsi lungo la scala degli ISO ad intervalli di 1 stop alla volta.
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