Fotografi famosi: chi era Robert Capa?

Robert Capa in Italia
Se le tue foto non sono abbastanza buone, non sei abbastanza vicino.
(Robert Capa)

Nell’intero universo fotografico, chi dice guerra non può non fare riferimento a Robert Capa. Considerato uno dei fotografi più famosi della storia, si può dire che Robert Capa abbia addirittura contribuito a scriverla questa storia: un racconto fatto di immagini evocative con le quali la parola non ha avuto più bisogno di esistere.

Angleterre. Robert CAPA.photographer on a destroyer during the ship arrivals in French beach for landings and liberation of Fance.

Testimone oculare di ben 5 conflitti storici, se oggi abbiamo dimostrazione e memoria di quanto è successo è anche grazie a lui. Scendiamo un po’ più nel particolare e scopriamo insieme chi è questa figura e in che modo ha reso la storia universalmente tangibile.

Era il 22 ottobre 1913, l’anno in cui a Budapest nacque Endre Ernő Friedmann.. Ebbene sì, quello che noi tutti conosciamo con il nome di Robert Capa in realtà è stato costretto a cambiarlo negli anni della sua gioventù. Un po’ per obbligo, un po’ per indole, non possiamo dire che Endre Friedmann abbia avuto un trascorso tranquillo.

Nel 1931 viene, infatti, esiliato dall’Ungheria a Berlino a causa di alcune partecipazioni ad attività studentesche di sinistra. In Germania si iscrisse all’università di giornalismo della Deutsche Hochschule fur Politik e, nel momento in cui si rese conto di non poter più pesare sull’economia familiare, iniziò a fare il fattorino e aiutante di laboratorio presso Dephot, importante agenzia fotografica di Berlino.

Fu esattamente lì che ebbe inizio tutto il suo percorso professionale che ad oggi lo rende uno dei fotografi più famosi al mondo.

Sommario

I primi passi nell’agenzia fotografica tedesca Dephot

Durante il suo periodo di aiutante, il direttore dell’agenzia Simon Guttam gli inizia ad affidare piccoli servizi fotografici di cronaca locale intuendo quasi da subito il suo talento. Il primo incarico importante arriva a dicembre, per una prima trasferta a Copenaghen, al quale ne seguiranno altri fino al 1933, anno in cui Friedmann decise di scappare da Berlino a causa dell’ascesa al potere di Hitler.

Robert Capa – Germania 1933

In quegli anni emerge completamente la sua indole errabonda e irrequieta, periodo in cui diverse città tra Vienna, Budapest e Berlino lo vedranno arrivare e andare via come una breve meteora. Tra tutte ci sarà una città che più di ogni altra riuscirà a legarlo a sé, Parigi, città nella quale poi incontrerà quello che sarà l’amore della sua vita, una profuga tedesca di nome Gerda Taro.

Robert Capa e Gerda Taro

Negli anni compresi tra il 1936 e il 1939 la coppia Friedmann-Taro restò in Spagna, su richiesta di Simon Guttmann, per poter documentare la guerra civile. Fu proprio in quegli anni che, insieme alla compagna Gerda, attribuì i meriti delle sue opere a un personaggio americano di fantasia di nome Robert Capa, la quale idea fu scoperta obbligandolo a cambiare nome.

“Il miliziano morente” di Robert Capa – 1936

Una nuova figura fotografica: nasce Robert Capa

Nel frattempo Robert Capa continuava i suoi fotoreportage senza mai arrestarsi. Questi sono gli anni della Spagna, dove riuscì a fotografare la resistenza di Madrid; poi della Francia, dove fotografò i tumulti di Parigi a seguito delle elezioni del Fronte Popolare (sinistra). Anche la compagna Gerda, in quel periodo, si affermava sempre più come fotogiornalista indipendente fino a quando, nel 1937, non fu schiacciata da un carro armato del governo spagnolo mentre era intenta a fotografare proprio la battaglia di Brunete. Capa era a Parigi in quei giorni e, a seguito di questa notizia, pare che cadde in una sofferenza profonda dalla quale non riuscì mai più a risollevarsi.

SPAIN. Bilbao. May 1937. Basque region. Running for shelter during the air raids.

Robert Capa, testimone del secolo

E così ricomincia a viaggiare, stavolta mettendo piede in altri continenti. Lo attenderanno reportage in Cina, per documentare la resistenza contro l’invasione giapponese. Ritornerà in Spagna per fotografare la capitolazione di Barcellona nel 1939. Poco dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale sbarcò a New York dove inizia a collaborare con “Life“, probabilmente la rivista fotografica più importante di sempre. Per “Life” parte poi in Messico dove fotograferà la campagna presidenziale e le elezioni.

First fatality on the day of the presidential elections, Mexico City – Robert Capa

Perché viene chiamato “Il fotografo delle Guerre Mondiali”?

È la sua irrequietezza che lo spinge nuovamente oltreoceano, trasferendosi dagli Stati Uniti all’Inghilterra. In questi luoghi era scoppiata la Guerra e Capa ne riuscì a fermare numerosi attimi. Da marzo a maggio del 1943 c’è stata forse la produzione più prolifica di Capa per quel che riguarda la Seconda Guerra Mondiale. Sono stati realizzati, infatti, numerosi servizi sulle attività belliche in Gran Bretagna, in Nord Africa, così come in Sicilia e a Napoli, della quale riesce a fotografarne la liberazione.

Liberazione in Italia – 1944 Robert Capa
Italia del Dopoguerra – Robert Capa
Robert Capa in Italia – 1944

Ad attenderlo ci saranno altri avvenimenti senza sosta: grazie a lui, infatti, abbiamo la testimonianza visiva dei vari sbarchi avvenuti nel 1944, sia quello ad Anzio che quello in Normandia, ad Omaha Beach. Abbiamo immagini della liberazione di Parigi del 25 agosto, così come abbiamo gli scatti dell’invasione degli alleati a Lipsia, Norimberga e Berlino. Tutte immagini ottenute a seguito delle truppe americane e francesi.

Sbarco in Normandia – Robert Capa 1944
Sbarco in Normandia (Omaha Beach) 1944

L’agenzia fotografica “Magnum”: Robert Capa fondatore insieme ad Henri-Cartier-Bresson

Come abbiamo già visto ripercorrendo la storia di Henri-Cartier-Bresson, nel 1947 viene fondata “Magnum“, l’agenzia fotografica cooperativa fondata insieme agli amici Henri-Cartier-Bresson, David Seymour (detto “Chim”), George Rodger e William Vandivert.

Le origini di questo progetto risalgono a un pranzo che Robert Capa stava effettuando al MOMA di New York nel 1947 insieme a William e Rita Vandivert e Maria Eisner. Fu proprio in quell’occasione che fu scelto il nome Magnum, sia in riferimento a un vino francese che amavano sorseggiare insieme, sia per la derivazione latina della parola che richiama il concetto di “grandezza”.

L’agenzia Magnum nacque con diverse sedi: le prime due a New York e a Parigi e le seconde a Londra e a Tokyo. Lo scopo di questa “società cooperativa” era non solo quello di organizzare meglio le missioni dei fotografi, ma anche quello di preservare e garantire il diritto d’autore delle loro opere.

Gli ultimi anni ad Est: le guerre, una mina e la fine di un viaggio

Inutile ribadire che fino alla fine, Robert Capa sarà sempre un instancabile testimone del secolo. Per un mese viaggia in Unione Sovietica, poi si reca Cecoslovacchia, torna nella sua Ungheria, e poi raggiunge la Polonia con Theodore H.White.

Capa in URSS

Nei successivi due anni che vanno dal 1948 al 1950 effettua tre viaggi in Israele. In un primo periodo per fotografare la dichiarazione d’indipendenza e i combattimenti successivi; in un secondo periodo concentrandosi sul problema dell’arrivo dei primi profughi.

ISRAEL. Near Haifa. 1950. Child at the Sha’arHa’aliya transit camp for new immigrants

Passano gli anni e, tra alcuni problemi con il maccartismo e il suo passaporto americano ritirato, nell’aprile del 1954 si trasferisce in Giappone per alcuni mesi. Verso gli inizi di maggio arriva ad Hanoi come inviato di “Life” per fotografare la guerra dei francesi in Indocina. Il 25 maggio, invece, segue una missione militare francese in Vietnam, luogo dove alla fine Capa calpesterà una mina anti-uomo che fermerà definitivamente il suo inarrestabile viaggio fotografico per il mondo.

Indocina War – Robert Capa
INDOCHINA. 1954. The Namdinh Military cemetery. May 21st, 1954

La sua si riconferma ancora oggi come un’indispensabile opera di testimonianza visiva. Per il suo coraggio, per la sua intraprendenza e per il valore inestimabile delle sue opere, noi di Weshoot volevamo ricordarlo così, a esattamente due giorni da quello che sarebbe stato il suo 109° compleanno.

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