Fotografia analogica o digitale: quali sono le differenze?

Fotografia analogica o digitale

È vero, quella in cui ci troviamo non possiamo che definirla “epoca digitale”. Tutto intorno a noi ormai è digitalizzato e basta un tocco di dita per avviare programmi e servizi a noi necessari.

Eppure, c’è un ambito in cui il tempo sembra essersi fermato, o per meglio dire, nel quale l’antico si è saputo, silenziosamente, riservare un posto nel presente. Questo è il caso della fotografia e di tutte le sue apparecchiature. Sebbene, infatti, la tecnologia si sia ben sviluppata anche in campo fotografico, c’è una grande fetta di fotografi che preferisce affidarsi alla vecchia scuola.

E così, la tradizionale pellicola si riconferma, anno dopo anno, come alternativa intramontabile nella pratica fotografica. Con tutti i suoi processi (ad oggi complessi), pare che il fascino dell’analogica riesca a sopravvivere su ogni semplificazione.

Ma quali sono le differenze tra fotografia analogica e digitale? Vediamole insieme!

Sommario

La fotografia analogica

La macchina fotografica analogica è per tutti quelli che non si accontentano di scattare una fotografia tout court ma preferiscono costruirla. Non che le macchine fotografiche di oggi siano incapaci di elaborare minuziosamente i vari aspetti di una foto. Si tratta semplicemente di un’ascesa globale all’universo del vintage e del “fai-da-te” il quale non può non includere anche la fotografia analogica.

Scegliere la pellicola significa restare radicati in processi fotografici più lunghi, a partire dall’esposizione fino allo sviluppo di una fotografia. Ma da dove nasce l’analogico e come funziona? Vediamo insieme in quale contesto storico inserire le antenate delle reflex e che motivo risiede alla base di questa eterna fascinazione.

La storia

La vera fotografia, quella che si può definire “a mano libera”, è quella analogica. Tutto ha origine dai tempi della nascita della fotografia, ovviamente. Si è partiti con il daguerrotipo del 1839, per poi arrivare al primo modello di macchina fotografica a pellicola, ideato per caso da Oskar Barnack. All’epoca geniale capo della ricerca e sviluppo della Leitz, questi pensò bene di utilizzare la pellicola da 35 mm, usata solitamente in ambito cinematografico, in una fotocamera compatta.

Da qui Barnack si ritrovò con una 35 mm a pellicola funzionante che iniziò a commercializzare a tutti gli effetti dopo la Seconda Guerra Mondiale sotto il nome di Leica (Leitz Camera).

Macchina analogica: come funziona?

La fotografia analogica cattura le immagini esponendo alla luce i singoli fotogrammi di una pellicola (rullino). Il rullino è relizzato in plastica, stratificato con cristalli alogenuro d’argento. Sono questi che, colpiti dalla luce, si scuriscono laddove esposti, dando come risultato i negativi delle immagini. Le pellicole possono essere poi sviluppate in camera oscura usando sostanze chimiche liquide.

La fotografia digitale

La storia

La storia della macchina fotografica come la conosciamo oggi è un discorso già abbondantemente affrontato. Quella di cui si parla è la storia della fotografia che, a partire dalle sue origini, ci porta direttamente alle attuali reflex più sofisticate.

In particolar modo, il vero e proprio step che si ebbe tra la fotografia analogica e digitale è datato 1861. Fu proprio questo l’anno in cui il fotografo inglese Thomas Sutton brevettò la prima vera fotocamera reflex della storia. Al suo interno, tra il soffietto e il portalastre, era posizionata una cassetta di legno (contenente lo specchio mobile) il quale, a seconda della luce che passava attraverso l’obiettivo, si sollevava per proteggerne l’interno.

A questa poi sono susseguite la reflex binoculare nel 1865, la fotografia istantanea Polaroid nel 1937 e le attuali macchine digitali.

Macchina digitale: come funziona?

Rispetto alla fotografia analogica, quella digitale ripete il processo di impressione della luce la quale, invece di colpire una pellicola, colpisce un sensore elettronico. In pratica, la luce entra attraverso la lente dell’obiettivo, passa dal diaframma e, una volta dentro, colpisce lo specchio inclinato di 45 gradi. Questo riflesso (capovolto) incontra il pentaprisma, che mette l’immagine dritta per lo scatto, il quale viene poi memorizzato su una scheda di memoria con una risoluzione misurata in megapixel.

Pellicola vs digitale: pro e contro

C’è chi dice che la macchina analogica, seppur obsoleta, dia la possibilità di partecipare al processo fotografico a 360°, cosa che la fotocamera digitale fa autonomamente. Dall’altro lato, invece, c’è chi rivendica una praticità “comoda”, avendo (al contrario) possibilità d’azione più ampie oggi rispetto al passato.

Ma dov’è che si nasconde la verità? Vediamo insieme quali sono i vantaggi e gli svantaggi tra la pellicola e il digitale.

I pro di una macchinetta analogica

I contro di un’analogica

I vantaggi della fotografia digitale

Gli svantaggi di una reflex

Quale macchina fotografica dà risultati migliori?

Siamo arrivati alla conclusione e molto probabilmente la maggior parte di voi si aspetterà un responso, un parere finale o una preferenza. In realtà la risposta finale è che la preferenza tra fotografia analogica e digitale dipende da voi. Proprio come il dubbio che spesso si pone tra Nikon e Canon.

Se durante la vostra quotidianità vi cibate di pane e vintage e su ogni fotografia preferite dedicarci tempo e attenzione, allora l’ago della vostra bilancia potrebbe pendere più verso l’analogica.

Se, invece, siete più tipi da tutto e subito e l’attesa paziente non è il vostro forte, allora una prestante reflex, sulla quale poter vedere il risultato finale, è ciò che più fa per voi.

A questo punto non mi resta che affidare la scelta alla vostra soggettività, anche perché, una macchina fotografica, una volta scelta, è un’amica che vi accompagnerà per sempre.

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