Gli ultimi due cursori che sono a disposizione nei pannelli base della maggior parte dei software di post-produzione sono quelli relativi alla vividezza e alla saturazione.

Se iniziamo a giocare con questi due cursori a prima vista ci sembrerà che abbiano un effetto simile ovvero aumentare l’intensità dei colori nella nostra immagine.

Entrambi i cursori permettono infatti di aumentare o diminuire l’intensità dei colori nella nostra immagine tuttavia, mentre la saturazione agisce in maniera indiscriminata su tutti i colori presenti nella nostra foto, la vividezza agisce principalmente sui colori che nella foto di partenza sono meno saturi.

La regolazione dell’intensità dei colori tramite il cursore della vividezza è particolarmente apprezzata nei ritratti perché questo ha un effetto limitato sul colore della pelle mentre agisce su altri colori presenti nella fotografia.

Questo permette di avere un effetto finale molto più naturale rispetto a quello che si otterrebbe agendo direttamente sul cursore della saturazione (Fig. 1).

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Fig. 1 La figura mostra come i cursori di saturazione (saturation) e vividezza (vibrance) agiscono su un ritratto. La foto in A è la foto di partenza. In B la saturazione è stata incrementata fino ad un valore di +50 e come si può notare la saturazione è aumentata sia per i verdi sullo sfondo che per la pelle del soggetto che è diventata arancione con un risultato innaturale e poco gradevole. La foto C è stata ottenuta incrementando il cursore della vividezza fino ad un valore di +50. In questo caso il verde sullo sfondo è più saturo rispetto all’immagine in A, ma la pelle del soggetto ha mantenuto un colore naturale e piacevole.
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