Hai mai sentito parlare di diaframma fotografico? L’hai mai usato o sai come impostarlo? 

Per tutti gli appassionati di fotografia, rieccoci con un nuovo appuntamento del nostro filone didattico. Da come avrete già capito dallo spoiler iniziale, l’argomento riguarda il diaframma in fotografia e l’apertura focale

Si tratta di un topic appartenente alle basi della teoria fotografica che da un po’ di tempo stiamo affrontando insieme. La lezione di oggi, dunque, è coerentemente legata agli ultimi argomenti affrontati, imprescindibili per chi vuole approcciarsi a questo mondo artistico. 

Scendiamo nello specifico e cerchiamo di capire meglio a cosa serve l’apertura focale e come usare il diaframma in fotografia. 

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Che cos’è il diaframma fotografico?

Prima di tutto, è bene dare un nome e un cognome all’argomento di questa lezione. Stiamo parlando del diaframma fotografico, che come abbiamo già potuto percepire nelle lezioni precedenti, bisogna considerare come porzione fondamentale dell’obiettivo e della macchina fotografica in generale.

Con il termine diaframma, in fotografia si indica un sistema che, tramite un gruppo di lamelle, genera un foro di passaggio per la luce dal diametro variabile e selezionabile dal fotografo.

Il diametro dell’apertura del diaframma e la lunghezza focale dell’obiettivo ci permettono di calcolare il rapporto focale (f) ovvero il rapporto esistente tra lunghezza focale (F) di un obiettivo ed il diametro (D) del diaframma in cui entra la luce:

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I valori di rapporto focale vengono espressi come f/ seguito da un numero.

Da questa formula si capisce che aumentando il diametro dell’apertura del diaframma, aumenta il valore D e a parità di lunghezza focale il rapporto focale diminuisce (Fig. 1).

diaframma fotografico - processo interno

Fig. 1 Rappresentazione schematica del diaframma e di alcune possibili aperture. Il diametro di apertura del diaframma viene indicato come D. Valori di apertura grandi sono associati a valori di rapporti focali bassi e viceversa.

A cosa serve l’apertura focale?

Non so se avete mai sentito parlare anche di “apertura focale”. In realtà si tratta di un termine strettamente connesso a quello di diaframma fotografico in quanto vero e proprio sinonimo. 

L’apertura focale, infatti, è solo un altro modo di definire il diaframma in fotografia proprio perché è l’apertura di questo foro a ricoprire il ruolo principale in questa componente fotografica. 

Come usare il diaframma in fotografia?

Ma in sostanza, a cosa serve cambiare le impostazioni proprio del diaframma? Come abbiamo visto nella lezione sul triangolo dell’esposizione, uno dei 3 pilastri fondamentali della fotografia analogica e digitale è proprio l’apertura del diaframma. 

Variando il diametro di questa apertura, si può regolare la quantità di luce che attraversa l’obiettivo e che raggiungerà poi il sensore. Di conseguenza, si può semplicemente dire che:

  • Più la nostra apertura sarà piccola, meno luce entrerà a colpire il sensore;
  • Più le lamelle si aprono, più la quantità di luce che colpirà il sensore sarà elevata e la foto sarà più luminosa.

Come scegliere la giusta apertura del diaframma?

Quello che si può dunque dedurre da questi due punti è che il diaframma fotografico abbia una forte influenza sull’esposizione fotografica dei nostri scatti. In base a quanto già detto più volte, laddove siamo limitati nell’impostazione dei tempi d’esposizione, possiamo intervenire sull’apertura focale. Ok, ma come?

L’apertura focale ha dei valori ben precisi a cui fare riferimento, facili da regolare e impostare. Questi valori indicano il foro delle lamelle, il quale si apre e si chiude seguendo una scala di valori universalmente definita scala dei diaframmi

Generalmente una macchina fotografica si basa su una scala di diaframmi di questo tipo: 

f/1,4 – f/2 – f/2,8 – f/4 – f/5,6 – f/8 – f/11 – f/16 – f/22 – f/32

Quando aprire o chiudere il diaframma?

Per ben comprendere e memorizzare il concetto di diaframma fotografico, basti pensare a un rubinetto dell’acqua. In base a quanto lo apriamo o lo chiudiamo, siamo in grado di regolare la quantità di acqua che esce. In questo caso l’acqua è la nostra sorgente luminosa e, come abbiamo visto, più chiudiamo il rubinetto, meno luce entra.

In termini di valori numerici, il discorso è all’inverso. Dal momento che “f” indica una frazione, più i valori f (stop) sono bassi (f/1.4, f/1.8, …), più luce entra; mentre più i valori f (stop) sono alti (f/16, f/22, …), più il diaframma è chiuso e la quantità di luce che raggiunge il sensore è ridotta. 

Oltre a questo bisogna considerare un’altra caratteristica della scala di diaframmi: per ogni stop spostato, la luce si raddoppierà o si dimezzerà a seconda dei valori impostati. Così facendo, se diminuiamo i valori, raddoppieremo la luce ad ogni stop; se aumentiamo i valori, invece, la dimezzeremo. 

Cosa vuol dire f/22?

A parte fare riferimento a uno dei valori f più elevati della scala di diaframmi, l’f/22 viene spesso suggerito da alcuni fotografi come il valore utile per ottenere la giusta nitidezza nelle foto di paesaggio.

Ma cosa c’entra la profondità di campo con il diaframma fotografico e perché f/22 è considerato il valore ideale per fotografare i paesaggi? 

Modalità di scatto, priorità di diaframma, A, 8

Apertura focale e profondità di campo: qual è il collegamento?

Dal momento che stiamo affrontando il discorso “diaframma fotografico” è necessario sapere che questa componente non agisce solo sulla quantità di luce che entra o meno nel diaframma ma influisce anche sulla messa a fuoco dello scatto

In pratica, laddove i tempi d’esposizione necessitano delle modifiche e noi cambiamo il parametro del diaframma, in realtà agiamo anche sulla profondità di campo (PdC) e, aprendo o meno le lamelle, allo stesso tempo decidiamo anche quanta porzione di foto stiamo mettendo a fuoco tra il primo piano e lo sfondo. 

Modalità di scatto, priorità di diaframma, A

Per questo motivo in parecchi ritengono che il valore f/22 sia l’ideale per ottenere la giusta nitidezza delle foto paesaggistiche. In realtà, questo si rivela un dato falso, in quanto un diaframma troppo aperto o troppo chiuso non è mai sinonimo di nitidezza, cosa che invece si ottiene impostando valori intermedi come f/8 o f/11. 

Il valore f/22 non conferirà dunque maggiore nitidezza ma solo maggiore profondità di campo: più oggetti della scena sono messi a fuoco. 

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