Immaginiamo il fotografo come uno scrittore il cui foglio è la pellicola e la penna il mirino. Dell’opera d’arte a cui darà vita, sarà lui l’unico artefice, l’unico a decidere cosa scrivere e cosa no; cosa far arrivare al lettore e cosa celare. Stesso identico procedimento accade nella mente del fotografo che, durante una composizione fotografica, può decidere cosa, come e perché soffermarsi su alcuni dettagli rispetto ad altri.

In questo caso il testo lo compone lui ad hoc, settando e impostando i vari parametri utili per mostrare agli altri la sua realtà. Tra questi parametri ce n’è uno molto importante che, nelle mani di un fotografo assume un potere comunicativo a seconda della storia che questi vuole raccontare.

Stiamo parlando della messa a fuoco in fotografia, una delle componenti più importanti in campo fotografico, in quanto determina la nitidezza e la chiarezza dell’immagine finale.

Sommario

Messa a fuoco manuale vs messa a fuoco automatica: quale usare?

l'autofocus non mette a fuoco

In fotografia esistono due tipi di messa a fuoco: la messa a fuoco manuale e la messa a fuoco automatica. La differenza principale tra la messa a fuoco manuale e la messa a fuoco automatica sta nella modalità di regolazione della messa a fuoco dell’obiettivo della fotocamera.

  • La messa a fuoco manuale richiede che il fotografo regoli la messa a fuoco ruotando la ghiera dell’obiettivo fino a quando l’immagine risulta nitida e definita attraverso il mirino. Mettere un’immagine a fuoco manualmente, nella pratica significa avere il totale controllo dello scatto potendo mettere a fuoco le immagini nei punti giusti. Per questo motivo, da parte del fotografo viene richiesto un certo grado di precisione e controllo manuale così da avere, oltre al controllo del focus, anche la possibilità di fare scelte creative sulla profondità di campo dell’immagine.

messa a fuoco in fotografia

  • La messa a fuoco automatica, invece, utilizza un sistema di sensori dell’obiettivo per identificare l’oggetto più vicino e regolare automaticamente la messa a fuoco sull’oggetto in primo piano. Questo metodo è più veloce e conveniente rispetto alla messa a fuoco manuale, soprattutto in situazioni in cui gli oggetti si muovono rapidamente, ma limita il controllo del fotografo sulla messa a fuoco.

In generale, la messa a fuoco manuale è spesso utilizzata dai fotografi professionisti che necessitano di un maggiore controllo sulla messa a fuoco, soprattutto in situazioni di scatto in cui la luce è scarsa o gli oggetti sono poco contrastati. D’altra parte, la messa a fuoco automatica è più comunemente utilizzata dai fotografi amatoriali e in situazioni in cui la velocità di ripresa è importante.

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Punti di messa a fuoco: cosa sono?

I punti di messa a fuoco sono i punti selezionabili all’interno dell’area di messa a fuoco dell’obiettivo della fotocamera. Questi punti sono utilizzati per identificare il punto in cui si desidera che la fotocamera metta a fuoco l’oggetto o la parte dell’immagine. I punti di messa a fuoco sono presenti soprattutto nelle fotocamere reflex e mirrorless, e possono variare in numero e posizione in base al modello della fotocamera. In genere, le fotocamere più avanzate hanno un maggior numero di punti di messa a fuoco, che possono coprire un’ampia area dell’immagine. 

Quando si seleziona un punto di messa a fuoco specifico, la fotocamera mette a fuoco sull’oggetto corrispondente al punto selezionato, rendendo l’immagine più nitida e dettagliata in quella zona. La loro corretta utilizzazione è fondamentale soprattutto in situazioni di ripresa in cui l’oggetto principale si muove o cambia posizione all’interno del fotogramma.

Canon, EOS 7D Mark II

Messa a fuoco e profondità di campo in fotografia: qual è il legame?

La messa a fuoco e la profondità di campo sono strettamente correlate in fotografia. La profondità di campo si riferisce alla porzione dell’immagine che risulta nitida, ovvero la zona dell’immagine in cui la messa a fuoco è perfetta. La profondità di campo dipende principalmente da 3 fattori:

  • dall’apertura del diaframma dell’obiettivo;
  • dalla distanza tra la fotocamera e l’oggetto;
  • dalla lunghezza focale dell’obiettivo.

Il punto di nostro interesse è sicuramente il secondo, in base al quale la distanza del soggetto messo a fuoco influisce sulla profondità di campo. Quando il messo a fuoco soggetto si trova più lontano, la profondità di campo aumenta. Quando, invece, il soggetto messo a fuoco è più vicino, la profondità di campo diminuisce. Questo significa che nel primo caso ci sarà una porzione più ampia di immagine messa a fuoco e quindi più nitida. Nel secondo caso, invece, si otterrà una porzione minore di immagine messa a fuoco e quindi meno nitida e più sfocata.

10 errori più comuni commessi in fotografia, messa a fuoco, 1

In sintesi, la messa a fuoco è uno dei fattori che influenzano la profondità di campo di un’immagine, e il fotografo può utilizzarla per creare effetti creativi e controllare la porzione dell’immagine che risulta nitida.

Messa a fuoco e composizione fotografica: come utilizzare la messa a fuoco per guidare lo sguardo del pubblico

Un mezzo che oltre a svolgere una mera funzione tecnica, da un punto di vista artistico viene usato come veicolo di nuovi racconti e significati. La messa a fuoco in fotografia, infatti, viene spesso usata come vettore per comunicare. Ritornando un po’ alla metafora iniziale dello scrittore, mettere a fuoco un soggetto equivale esattamente a usare delle figure retoriche nella composizione scritta.

Proprio come fanno queste forme espressive letterarie, mettere a fuoco una foto significa arricchire lo scatto attribuendogli maggiore efficacia, incisività ed espressività a seconda del messaggio che si vuole trasmettere.diveri punti di messa a fuoco

Unsplash.com

La messa a fuoco è uno strumento importante per la fotografia creativa e può essere utilizzata per creare una serie di effetti interessanti.

Ecco alcuni esempi di effetti creativi che si possono ottenere tramite la messa a fuoco:

  1. Sfocatura selettiva: si può creare una sfocatura selettiva utilizzando un’ampia apertura del diaframma per ottenere una profondità di campo ridotta. Questo consente di mettere a fuoco solo un soggetto specifico, lasciando il resto dell’immagine sfocato. Ciò può essere utilizzato per isolare il soggetto principale e creare un effetto di sfondo sfocato.
  2. Fuori fuoco: la messa a fuoco fuori fuoco può essere utilizzata per creare un effetto di bokeh sfocato. Ciò può essere utilizzato per creare immagini con sfondo e forme sfocate che formano un effetto di sfondo piacevole e artistico.
  3. Movimento: la messa a fuoco può essere utilizzata per catturare il movimento, mettendo a fuoco il soggetto in movimento mentre il resto dell’immagine appare sfocato. Ciò può creare un effetto dinamico e impressionante, che trasmette un senso di movimento e di energia.
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